Alcuni
eventi, soprattutto di natura religiosa, inspiegabili dall'attuale cultura
scientifica, generano in ognuno di noi considerazioni strettamente connesse
con la percezione soggettiva dell'ignoto.
Fatti
analoghi, avvenuti in altri luoghi e
oggettivamente non spiegabili con umane manomissioni, rimangono di difficile interpretazione,
autorizzando l'opportuna cautela della Chiesa.
Naturalmente nessuna cautela può essere domandata alla gente che,
numerosa, si è riversata sulla stazione ferroviaria.
Ognuno con il suo fardello di quotidianità, a volte di sofferenza,
che da tale evento ha potuto solo
acquisire prezioso lenimento.
La statua è stata munita (dopo) di un vetro protettivo, senza nessuna ripulitura
di quanto, sul volto del Santo, è stato aggiunto da irriverente mano ignota oppure da
evento soprannaturale.
Quello
che più conta, a mio parere, solo le emozioni che arricchiscono coloro i quali, anche se
solo
per curiosità, si fermano un momento a riflettere e pregare
davanti
all'effige del Santo devotamente venerato dalla gente di Sapri.