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Tutti i centri urbani possiedono
nella loro toponomastica la chiave di lettura del livello di
attenzione ed interesse che le comunità locali, succedutesi nel
tempo, hanno prestato agli eventi storici ed alle persone che a
questi eventi hanno grandemente contribuito.
Agli inizi del 1800 la
toponomastica saprese faceva riferimento ad "Area del Re", a "strada
Fanuele", ad "Area di Cassandra (o Cassantra)", a "strada di
S.Giovanni" ed a altre poche vie.
Poi l'Unità d'Italia e la tragica
spedizione dei 300 hanno determinato numerose denominazioni di
civici luoghi pubblici dall'inizio del 1900 o poco prima.
Le ultime, recenti, hanno
interessato buona parte dell'abitato che si era espanso per circa
quaranta anni con qualche sporadica nuova intitolazione ( via
Kennedy negli anni '60 e via San Francesco di Paola negli anni '80
del secolo scorso).
Tra le più recenti mi sembra
opportuno citare l'intitolazione (con inaudito ritardo!) al poeta e
patriota
Luigi Mercantini di un viale della I^ zona Peep.
Autore de "La
spigolatrice di Sapri" ha reso sempre vivo il tentativo del
generale Carlo Pisacane e dato notorietà alla nostra cittadina.
Mi piace segnalare anche la recente
trasformazione del nome dei due vicoli del centro storico vico Freddo
e vico Afflitto, rispettivamente in via Ippolito Nievo e via Pio IX.
Modifiche che, secondo la mia personale opinione, forse andavano meglio ponderate
circa l'opportunità di
sostituire due toponimi oggettivamente molto originali ed evocativi
della struttura del cuore del nostro centro storico.
Ai concittadini che sono stati
nominati esperti della Commissione consultiva per la toponomastica
cittadina, vanno i miei complimenti
unitamente agli auguri di buon lavoro.
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