Il
M° Giovanni Marotta ha
rappresentato per oltre un quarto di secolo il
principale sinonimo saprese alla parola "musica".
E' riuscito a formare, cercando le migliori
collaborazioni artistiche, più di una generazione di giovani
musicisti, alcuni affermatisi a livello nazionale ed oltre, conservando
il suo atteggiamento umile nei confronti dell'arte musicale e dei suoi
successi didattici.
Ho assistito alla sua capacità, quasi magica,
di dare voce a qualsiasi strumento musicale gli capitasse di poter
utilizzare, di allestire bande musicali ed orchestre e cori polifonici
con una disinvoltura a dir poco disarmante, segni evidenti del suo
carisma.
Ora che si è "ritirato" nella sua città di
nascita facendo posto, per colpa del suo carattere troppo generoso,
nell'universo musicale saprese, resta comunque un punto di riferimento,
secondo la mia opinione, non efficacemente valorizzato per l'opera e
l'impegno profuso nella crescita culturale della nostra cittadina.
"Vuci di terra antica" è l'omaggio
che ha voluto dedicare al suo luogo di origine Torre Orsaia, utilizzando le
radici della musica popolare per realizzare un prodotto nuovo che ha,
indiscutibilmente, quel sempre apprezzato sapore dell'antico.
La rapsodia cilentana realizzata dal M°Marotta
sintetizza una giornata di festa, da "La matina" a "La prighiera"
che si snoda attraverso i canti "La Missa cantata", "La sciuta da la
missa", " La prigissiuni e la musica" e poi "La funtana", "Fora", fino a
finire con "Li cucuzzari", "La sirinata" e "La ninna nanna".
Canti che, anche se realizzati oggi, rientrano
nel disegno alla vita quotidiana di Torre Orsaia, di Sapri e di tutto il
Cilento quando, non molto tempo addietro, si viveva al ritmo lento della
natura.
A tutti coloro che hanno partecipato alla
stesura del libro e del CD, vanno i miei ringraziamenti per il loro
lavoro, al M°Giovanni Marotta rinnovo la mia stima, che si è sempre
accresciuta dal giorno nel quale ho avuto il piacere di conoscerlo.