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Il
dott. Cernelli che ho rivisto stamani, con piacere, mi ha fatto dono di
questo suo ultimo lavoro.
Lavoro che analizza la rivolta del Cilento del 1828.
Insurrezione repressa con
una brutalità tale da determinare la completa distruzione dell'abitato
di Bosco.
Senza lesinare l'uso di metodi di
annientamento dei rivoltosi, non solo fisico, allo scopo di terrorizzare le popolazioni
del Cilento.
Rivolta che ha
rappresentato uno dei periodi più bui della travagliata ma dignitosa
storia della popolazione cilentana.
Nel racconto di quei giorni, nelle modalità
utilizzate dal Maresciallo Del Carretto, dotato di un'ossessiva
zelanteria non solo nel reprimere la rivolta ma soprattutto nel trovare,
per ognuno dei rivoltosi, il modo più efficace per il pubblico castigo,
traspare indelebile il coraggio e la determinazione di uomini che amavano
così tanto la loro terra e la libertà da non anteporre al loro sacrificio alcuna
legittima umana riserva.
E poi il sacrificio degli uomini di Chiesa
giustiziati come Padre Carlo da Celle, guardiano dei Cappuccini di
Maratea, condotto ed ucciso davanti al suo convento, oppure del
sacerdote Giovanni De Luca e del
canonico Antonio Maria De Luca, fucilati a Salerno dopo una penosa
cerimonia di dissacrazione.
Al dott. Cernelli vanno i miei ringraziamenti
per il suo prezioso lavoro di recupero della memoria storica del
Cilento.
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