

A sessantuno anni dal tragico evento trova finalmente visibilità, grazie
all'associazione
"Sapri 15 Agosto 1943"
- presieduta dal sig. Luciano Ignacchiti -
ed il Comune di Sapri, l'episodio che può
essere definito, senza alcuna retorica,
l' UNDICISETTEMBRE "ante litteram" della
cittadina saprese.
La stele riporta, su due lati, i nomi degli ottantatre cittadini sapresi
- di età compresa da un mese a
novantaquattro anni-
periti nel bombardamento al quale la cittadina fu
sottoposta nelle ore centrali di un solare 15 agosto dell'anno
millenovecentoquarantatre, e poi anche oltre.
Il monumento, inaugurato alla presenza di autorità
civili, religiose e militari, con la partecipazione della banda musicale dell'esercito
italiano, dopo una messa in suffragio, contiene su uno dei tre lati la
seguente iscrizione:
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QUANDO LE SPERANZE
APRIVANO ALLA PACE SOFFERTA
DAI CIELI TERSI DEL GOLFO
LA CIECA FURIA BELLICA
SPENSE
LE NOSTRE VITE INNOCENTI
"CHE IL NOSTRO SACRIFICIO
SIA DI MONITO
ALLE GENERAZIONI FUTURE"
LA CITTA' DI SAPRI
A PERENNE MEMORIA
POSE
A.D. 2004
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Cosa dire?
Dietro gli 83 nomi scolpiti nella stele si possono
immaginare le speranze, i progetti, i sentimenti che accomunano i singoli individui.
Tutto quello che rende unica ed irripetibile e
speciale ogni singola persona, che così diviene partecipe della percezione
del mondo oppure, per meglio dire, il mondo soggettivo
83 piccoli mondi.
In un giorno Sapri ha perso un sistema
nell'universo della sua umanità.
E poi lo strazio, la disperazione dei loro cari,
la rassegnazione che non giunge a lenire la ferita, neanche dopo 61 e
neanche dopo 100 anni!
L'uomo che si comporta come i disastri provocati
della natura, un terremoto, una mortale epidemia:colpisce e lascia dietro
di se morte e distruzione, e lacrime.
Mi piace ricordare l'invocazione nel testo della
canzone "Gesù Bambino" del grande Francesco De Gregori
Gesù piccino picciò
Gesù Bambino alla deriva
se questa guerra deve proprio farsi
fa che non sia cattiva
Tu che le hai viste tutte
e sai che tutto non è ancora niente
se questa guerra deve proprio farsi
fa che non la faccia la gente
e poi perdona tutti quanti
tutti quanti tranne qualcuno.
E quando poi sarà finita fa che non la
ricordi nessuno.
Il luogo scelto per apporre la stele è opportuno.
Piazza Martiri Civili 15 Agosto 1943 è frequentata
dai ragazzi delle scuole medie superiori che, sono certo, avranno modo di
apprezzare il sacrificio degli ottantatre sapresi, per indirizzare la loro
vita alla ricerca della pace e del rispetto reciproco. |