

100
anni
La
linea ferroviaria di Sapri compie cento anni.
Cento
anni che sembrano un secolo!
Nell'accezione più classica del termine
usato per indicare qualcosa che esiste da un tempo talmente immemorabile da
non poterne immaginare la preesistenza.
Sapri
e la stazione ferroviaria.
La
ferrovia che dalla sua istituzione ha determinato dei radicali cambiamenti
nei costumi e nella composizione della popolazione saprese, squilibrando
in modo deciso verso la "modernità" il maggior centro costiero
del basso Cilento.
Possibilità
di movimento ed interscambio culturale, economia turistica e di servizio.
Sapri
che si è inesorabilmente trasformata adattando i suoi stili di vita a rapporti
interpersonali,
inimmaginabili senza l'apporto della linea ferrata.
Probabilmente
i 100 anni più importanti, dal punto di vista collettivo, che dovrebbero
essere festeggiati nella nostra cittadina.
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Non conosco con certezza la data precisa quando i
lavori per la costruzione della linea ferroviaria sono terminati, essendo
iniziati nel decennio 1890 - 1900.
Presumibilmente si tratta dell'anno 1903, a memoria di alcuni
cittadini di Sapri che lo hanno appreso dai loro genitori.
Anche il mese è indicativo ma simbolicamente attinente all'inizio della stagione
più bella della vita della comunità saprese.
La ferrovia si è talmente integrata nel tessuto della città al punto da
modificarne il dialetto, l'economia, gli usi.
Molti nuclei familiari di Sapri,
come
il mio, avevano ed hanno, tutt'ora, almeno un
componente che in qualche modo ha tratto o trae sostentamento economico
dalle Ferrovie dello Stato.
La presenza della ferrovia ha pure determinato l'evento più tragico, dal
punto di vista della perdita di vite umane, accaduto in Sapri, evento che ha
colpito anche la mia famiglia.
Il 15 agosto 1943 un serrato bombardamento aereo teso a distruggere un
convoglio di carburante tedesco in sosta nella stazione di Sapri, determinò
distruzione e morte.
Un altro episodio legato alla presenza della ferrovia è la sua occupazione,
il 28 luglio 1979, ad opera di manifestanti che reclamavano l'apertura
dell'ospedale civile.
Apertura che successivamente si è verificata a vantaggio di quanti hanno
potuto curarsi meglio e qualche volta sfuggire alla morte.
Quello che la ferrovia ha determinato, inconsapevolmente, nel 1943, lo ha
restituito alla città, poi, con gli interessi, nel 1979. |