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Gli
alunni della quinta elementare, dell'Istituto Comprensivo "Santa
Croce", hanno realizzato
delle piccole colombe in carta che hanno distribuito in cambio di un obolo
da
destinare "ai bambini della guerra", così come hanno risposto alla
domanda di
mia
moglie che aveva chiesto la finalità di tale lodevole iniziativa.
Ma
chi sono "i bambini della guerra"?
In
relazione all'enormità della tragedia che ogni guerra produce, credo che
"i bambini della
guerra" siano tutti gli esseri umani coinvolti, indipendentemente
dall'età anagrafica.

Un
bambino della guerra" lo vedo nell'essere umano nerboruto, vestito in
mimetica
e rivestito di una tecnologia offensiva da fantascienza, nell'essere umano
carico di esplosivo e biglie di acciaio poco prima di morire, nell'essere
umano al quale aumentano le pulsazioni cardiache solamente guardando
le immagini televisive dell'ultimo conflitto: bambini di ieri, bambini di
oggi.
In
un mondo che da tempo non è più un pianeta, somigliando ad un condominio,
che fra qualche lustro sarà praticamente un mega appartamento, con le
conseguenti difficoltà di interazione, "i bambini della guerra"
sono, loro malgrado, tutti gli esseri umani che la guerra la provocano, la
subiscono, la combattono.
La
morte degli altri sopisce nelle mani di ognuno di
noi e nessuno dovrebbe avere il diritto di
svegliarla, per nessun conflitto, piccolo o grande che sia.
Ma
purtroppo siamo tutti "bambini della guerra", sperando che Dio ci
perdoni.
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