PAGINA TRE

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              Nel corso del '700 Sapri che come territorio apparteneva al comune di Torraca, cominciò ad ingrandirsi con l'edificazione di fabbricati di proprietà delle famiglie più nobili del comprensorio che cominciarono ad utilizzare la "marina di Torraca" quale residenza sempre più stabile.

 

            L' interdipendenza culturale con Torraca è durata fino agli inizi del 1900, quando, a seguito della costruzione della linea ferroviaria  gli abitanti di Sapri si sono confrontati con culture provenienti da altri luoghi che ne hanno segnato, oltre ai costumi, il linguaggio dialettale.

 

Mi è stata donata dall'autore, il preside Gioacchino Vaiano, una pubblicazione dell'anno 2002 intitolata "TORRACA delle radici e dei sogni - POESIE", nella quale, in vernacolo, il nostro concittadino dipinge momenti di vita e ricordi della sua infanzia e non solo.

 

 Credo che chiunque tramandi momenti della storia di una comunità, a vantaggio di tutti, è una persona da lodare.

 

 Al preside Gioacchino Vaiano, uomo da stimare anche come acuto educatore, vanno i miei ringraziamenti.

Ho ritenuto opportuno inserire in questo mio  breve racconto della storia di Sapri, il componimento "Raccomandazioni", tratto dalla pubblicazione predetta, che, oltre a rappresentare un esempio molto simile alla lingua parlata nella Sapri del '700, rappresenta un simpatico documento storico relativamente al modo di impartire l'educazione in questa parte meridionale del Cilento.

Azzardo la traduzione!

Domani mattina ci dobbiamo alzare presto perché dobbiamo trovarci di buon'ora a Sapri e voi dovete rimanere da soli a casa.

 

Andate a giocare al Priatorio (Purgatorio - toponimo di una località di Torraca), fate quello che volete ma rientrate verso mezzogiorno, prima del nostro ritorno.

 

Se siete sudati non dovete bere subito: bagnatevi prima i polsi e le braccia.

 

Fate attenzione alle auto sulla strada principale!

 

Non appendetevi agli autocarri perché vi fate male!

 

Non giocate a palla sulla strada perché l'altro giorno

avete gettato la palla in testa a zia Cungetta (zia Concetta) che per poco non cadeva a terra e si  faceva molto male!

 

Se vi chiedono qualcosa fatelo!

 

Poveri voi se qualcuno vi accusa di qualche mancanza:

sarete puniti con schiaffi di varia intensità!

 

Non dite a nessuno dove siamo andati:

non fate come quando si parla a voce bassa ma durante il

mercato dove comunque la gente sente!

 

Se avete fame, andate a prendere nel forno un pugno di castagne e fichi secchi!

 

Guai a voi se quando torniamo non vi troviamo a casa! 

 

     

          Anche la popolazione residente, composta da pescatori ed artigiani cominciò ad assumere una condizione economica migliore e dal borgo "Marinella", centro storico della cittadina, la vita sociale si spostò nella vicina Piazza Plebiscito che fu ben presto circondata di edifici al punto tale che quando fu decisa l'edificazione della chiesa dell' Immacolata (terminata nel 1730), la fabbrica religiosa dovette essere posizionata quasi in posizione centrale nella piazza poiché i fabbricati dei privati ne cingevano già l'intero perimetro.

 

           Rapidamente Sapri si ingrandì divenendo centro di riferimento per le popolazioni circostanti per gli scambi commerciali.

 

           Sapri possedeva spazi sufficienti per raccogliere numerosa gente, una marina di facile accesso ed una posizione centrale rispetto al resto del Golfo di Policastro ed all'entroterra.

 

Come riportato da Mons. Luigi Tancredi nel libro "Sapri giovane e antica", Sapri iniziò a distinguersi da Torraca presumibilmente nel 1720 assumendo la dizione di "Università".

 

A fianco il primo timbro della nuova comunità "raffigura il mare, con due torri e al centro un uccello con una stella a sei punte in testa e, sotto i piedi , all'orizzonte, una fascia trasversa con la scritta << SAPRI >>; intorno, circolarmente, vi è un'altra scritta in latino: EX VARIIS QUASI ELEMENTIS.

E' un'espressione tipica , che spiega esattamente l'origine di Sapri, costituita da cittadini di diversa provenienza e condizione, cioè, lavoratori, operai, commercianti dei paesi vicini, quali Torraca, Vibonati, Maratea, Santa Marina, Rivello, Policastro, Tortorella." (Sapri giovane e antica - ed. Parallelo 38 - anno 1985)

 

 

          La cittadina fu munita di strade e vicoli disegnati in maniera razionale, parallele e perpendicolari tra di loro, ampie e comode, ancora oggi, per la circolazione veicolare.

 

          Quasi tutte le abitazioni possedevano dei terreni retrostanti con pozzi d'acqua che venivano utilizzati sia per bere che per irrigare gli orti, terreni ancora esistenti che determinano un giusto equilibrio tra l'edificato ed il verde privato.

 

Questa è la foto, dell'inizio del secolo scorso, della chiesa Madre situata nell'attuale piazza Plebiscito.

 

Mancano ancora le due torrette ornamentali, aggiunte nel 1812 alla facciata dell'edificio religioso al quale è stata modificata anche la forma della cupola dell'altare maggiore

 

 

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