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Quasi contemporaneamente Sapri
vive una nuova era propulsiva: fioriscono le attività industriali come la
segheria di legname, il cantiere navale, il pastificio, l'industria della lavorazione del marmo
e la conservazione del pesce azzurro
pescato copiosamente nelle acque cristalline del golfo; acque che tutt'ora
conservano una discreta pescosità e che riservano sorprese come quella avuta dal nostro concittadino Antonio
Manganaro.
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provate ad immedesimarvi
nel protagonista dell'avventura!
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Nella foto, dell'anno 1935
circa, è documentata la cattura di uno squalo elefante.
Evento più unico che raro la
cattura di questa innocua creatura che si nutre di plancton, tanto da
meritare la foto e la presenza della Forza Pubblica..
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Il mare è stato, ovviamente, per la gente di Sapri, fonte di economia, di
sostentamento e di avventure, come quella accaduta al nostro concittadino
Gaetano Cosenza.
volare è un'esperienza unica! Ma farlo in barca.....!!! |
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La
ferrovia si lega alla cittadina con un vincolo di sangue in modo drammatico
nell'agosto dell'anno 1943, quando, per colpire un treno carico di
carburante fermo nella stazione di Sapri, gli aerei anglo-americani bombardarono a
tappeto la linea ferroviaria, distruggendo il quartiere S.Giovanni e colpendo l'entrata della
galleria del Timpone, ove erano riparati molti sapresi, causando la morte di
numerosi civili tra cui bambini e neonati.
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Chiesa di San Giovanni
Battista
La
foto a ritrae l'edificio religioso distrutto durante il bombardamento
anglo-americano del 15 agosto 1943.
L'intero
quartiere, adiacente alla stazione ferroviaria dove sostava un treno
carico di carburante, risultò, al termine del bombardamento, raso al suolo.
Solo
il campanile della chiesa, miracolosamente, rimase integro quale inquietante
stele funeraria in uno scenario di distruzione e morte.
Questo
edificio era stato edificato agli inizi del 1600 e successivamente al
bombardamento, nello stesso luogo, in posizione leggermente arretrata, è
stato edificato l'attuale edificio religioso dedicato a San Giovanni
Battista. |
Il
dopoguerra ha riservato alla cittadina un discreto rilancio economico
determinato dall'introduzione di numerosi servizi pubblici e dagli albori
del turismo, restano però gli anni delle occasioni mancate sulla cui
bontà ognuno può farsi la sua opinione: una strada a
mezza costa che doveva unirla rapidamente all'autostrada, il mancato
accordo per una scuola di allievi carabinieri, la smobilitazione da Sapri
del "rammendo" (ubicato in via Roma) del conte Rivetti, uomo che ha dato un notevole
impulso all'economia della vicina Maratea, un ospedale che sembrava non
dovesse aprire mai, un cementificio che non è stato mai completato, una darsena mai realizzata, un porto turistico ancora in corso
di completamento.
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il
cementificio di Sapri

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