PAGINA QUATTRO

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           Nel corso dell'800 Sapri assumeva l'aspetto planimetrico di una cittadina.

 

        Nell'anno 1810 assumeva anche la dignità territoriale di Comune con Decreto Regio di Gioacchino Murat, Re di Napoli, del 6 novembre 1809, un comune con un territorio relativamente contenuto tenuto conto che i  comuni limitrofi di Vibonati, Torraca ed addirittura Tortorella, lo cingono al limite dell'abitato.

 

         Le toponomastica del 1810 fa riferimento ad "Area del Re" (che dovrebbe essere grosso modo l'attuale piazza Plebiscito ed il centro storico della Marinella), "Area di Cassantra" , "strada Fanuele", "strada lo Timpone" , "strada di S.Giovanni", "strada Verdesca" (attualmente esiste una località Verdesca), "strada Mochie" (attualmente esiste una località Mocchie), successivamente verranno aggiunte "strada Marina (1879)",  "via Regina Margherita (1890)" e "via Marinella" (1890).

un decreto del 1814 a favore delle famiglie...

TIMBRI UTILIZZATI DAL COMUNE DI SAPRI NEL SECOLO DECIMONONO

 Re Gioacchino Murat

 

 

 

Re Gioacchino Murat

 

 

  Re  Francesco I°

Re Gioacchino Murat

 

 

 

 

 

 

stemma municipale anno 1890

 

 

 

Re Ferdinando I°

 

Re Vittorio Emanuele II°

 

 

 

primo timbro con il toro

marino e le tre torri

         

           Una Sapri di intensa attività culturale e rivoluzionaria quella che nel giugno dell'anno 1857 viene scelta da Carlo Pisacane per la sua impresa.

        

                 relazione tra la storia e la poesia                                       

          Sapri che negli anni precedenti aveva visto l'uccisione del patriota Costabile Carducci di Acquafredda (Maratea) , attirato con un inganno e poi trucidato sul Monte Spina ed il cui capo fu reciso dal corpo (da un barbiere) per essere esposto in Napoli alla vista del re, il quale, si narra, per il servigio reso donò al principale mandante dell'omicidio un prezioso anello.

 

          Sapri che non partecipa, se non in minima parte, all'arrivo degli uomini di Pisacane anche perchè intimiditi  dal fatto che un manipolo dei trecento appiccò il fuoco all'abitazione di uno dei presunti mandanti dell'uccisione di Costabile Carducci.

 

          Cosa significava domare le fiamme ad un edificio nel 1857, quando l'acqua doveva essere prelevata a secchi dai pozzi, ci è dimostrato nelle ricostruzioni cinematografiche!

 

          Tale episodio sarà stato certamente percepito come non consono a presunti liberatori ma piuttosto a ragione di quello che andavano sostenendo gli ambienti più conservatori che, prima di fuggire dall'abitato, avevano affermato circa la qualità delle persone sbarcate all'Oliveto.

 

 

Sapri conserva vivo il ricordo dello sbarco di Carlo PISACANE, 

sia per il rilievo storico, sia per il tragico epilogo dell'impresa.

 

Ogni anno vengono rinnovate le manifestazioni connesse allo sbarco del 28 giugno 1857

con la rievocazione storica in loc.Brizzi e con numerose iniziative culturali, nella prima settimana

 del mese di agosto.

 

Una citazione particolare deve, doverosamente, essere

dedicata al regista della rievocazione storica Gaetano

STELLA, il quale ha saputo integrare, con luci, musiche, colori e simbolismi, la storia della "spedizione di Sapri" e gli ideali e le sofferenze dei partecipanti, in una rappresentazione dei fatti accaduti di ottimo livello artistico.

 

E' un'emozione che si rinnova ogni anno, emozione  che diviene commovente quando, all'epilogo, tra il fumo degli spari, che stenta a diradarsi sull'arenile saprese, emerge la figura della spigolatrice e non si ode un rumore, una voce, nulla dal pubblico presente, fino all'applauso finale liberatorio che vuole essere un riconoscimento favorevole allo spettacolo rievocativo, ma, che è, certamente, soprattutto un riconoscimento ed un plauso al sacrificio dei "trecento giovani e forti".  

        

    Il poeta e patriota Luigi Mercantini ha dedicato all' evento storico la celebre poesia "La Spigolatrice di Sapri" che ha reso indelebile, per le successive generazioni, la coraggiosa impresa di Carlo Pisacane e dei suoi uomini.
            chi era la spigolatrice?         Realtà e tradizione         

          Anche il cantautore Luigi Tenco ha dedicato a tale evento storico una sua composizione musicale, come mi ricorda il mio caro amico Antonio.

                                             " Li vidi tornare "

 

           La Spigolatrice di Sapri è stata rappresentata con una statua in bronzo  posizionata, nell'anno 1994, sullo scoglio dello Scialandro.

                  " bronzo della spigolatrice di Sapri"

                                                    

 

           Ubicazione simbolica poichè tale luogo  ha sempre rappresentato per gli antichi pescatori di Sapri un luogo magico propiziatore del buon esito dei desideri.

                            Scoglio dello Scialandro          

 

           Al patriota Carlo Pisacane è stato eretto un bronzo, nell'anno 1933, ubicato nei giardini della villa Comunale.
                              bronzo in onore del generale Carlo Pisacane

    

 

           In Sapri, è nato il Centro di Documentazione "Carlo Pisacane" che, tra l'altro, ha istituito dall'anno 1996 il premio internazionale "Carlo Pisacane". 

"premio internazionale Carlo Pisacane"

 

          Sono numerose le iniziative di vari enti, per ricordare  e celebrare l'eroe "dagli occhi azzurri e dai capelli d'oro".  

"un medaglione per Carlo Pisacane"

opera in bronzo dell'anno 2002

   

           L'approdo di Sapri non era nuovo a sbarchi:

"15/05/1848   In occasione dell’insediamento del nuovo parlamento napoletano a palazzo Montoliveto, i deputati estremisti, presto appoggiati dalla maggioranza dei liberali moderati, pretendono ritocchi alla costituzione firmata il 24 febbraio. Ferdinando II si oppone e ristabilisce la sua legge soffocando nel sangue i moti rivoluzionari subito scoppiati in piazza. Gli scontri di Napoli mettono in agitazione il reame facendo sorgere ovunque Comitati di salute pubblica in difesa della Costituzione. Truppe regie sbarcano a Sapri e Pizzo mentre reparti di terra avanzano verso Lagonegro."

"Re Ferdinando non stette con le mani in mano. Sul trono voleva restarci. Per togliergli le castagne dal fuoco diede inca­rico al generale Nunziante e al generale Busacca. Il primo sbarcò a Pizzo con 2.000 soldati borbonici. Il secondo a Sapri. 1848"

"Giungeva intanto notizia che il generale Busacca, con 2500 uomini, era sbarcato a Sapri."

           Ma soprattutto nel 1860 divenne un luogo strategico per le armate garibaldine provenienti dalla Calabria e dall'entroterra lucano.

"Giuseppe Garibaldi a Sapri"

 

 

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