Da
Sapri partiva una strada romana che raggiungeva le località del mar Ionio.
Parti della strada sono ancora visibili nella loc. Carnale.
Al bordo della
strada è visibile un' edicola di epoca romana ove, presumibilmente, fu sepolta la salma di una persona di notevole grado sociale, forse in
viaggio.
Questa costruzione, edificata su di un terrapieno, nel corso dei secoli, oltre ad
essere stata depredata del contenuto, ha subito l'erosione del terreno di
posa.
Attualmente poggia, inclinato, su di
una roccia.
Tale
anomala posizione fece nascere la fantasia popolare dell'800 che voleva
l'edicola funeraria trasportata e poggiata nel luogo attuale dalla Madonna
che avrebbe voluto limitare, con tale manufatto, in modo invalicabile, l'invasione del mare sulla
terra emersa.
A tal proposito va ricordato un atavico timore della gente di Sapri che
adattava il toponimo della città alla contrazione di "si aprì",
riferendosi ad un ipotetico devastante maremoto che avrebbe colpito in
un tempo passato, non definito, l'abitato saprese.
E' comunque incerta l'origine del toponimo, che si vorrebbe far derivare
dal greco
σαπρός
(pantano),
trovandosi il territorio al di sotto del livello del
mare, e dalla presenza, nel sopravvissuto dialetto locale di numerose
parole di origine greca.
SAPRI
Il
territorio di Sapri, frequentato già nella preistoria, è interessato dalla
presenza di insediamenti in età antica. Per il IV - III secolo a.C. si
conoscono alcune tombe, mentre è più ricca la documentazione riferibile
all'età romana, come la villa in loc. Santa Croce ed i resti di numerose
altre strutture (edifici,tratti di acquedotto, un monumento funerario).
Tuttavia resta ancora da definire l'ipotesi di localizzare nell'area un vero
e proprio centro abitato antico. Un'iscrizione funeraria del II sec. d.C.,
per il magistrato L.Sempronio Prisco viene in genere riferita dagli studiosi
alla vicina colonia romana di Buxentum. Poco si conosce
della storia del territorio di Sapri in età medioevale, quando il sito era
probabilmente disabitato. Una cappella dedicata a Santa Maria, presso il
porto, venne costruita nel 1481, ma un vero e proprio centro abitato si
sviluppò a partire dal XVII secolo. Feudo dei Carafa e dei Longo, il nome di
Sapri è legato ai moti antiborbonici del 1848 ed alla sfortunata spedizione
di Carlo Pisacane che qui sbarcò nel 1857.
(pannello
Regione Campania e Comune di Sapri -
www.archeocampania.it
)
Successivamente
l'abitato subì una regressione della popolazione dovuta alla facilità
di approdo da parte di predatori provenienti dal mare e si ridusse ad un
borgo marinaro con ridotte capacità di interscambio con le popolazioni
limitrofe, soprattutto con le popolazioni costiere della vicina attuale Basilicata.
Per
raggiungere Maratea era attivo, prima della realizzazione della S.S. 18
Tirrena inferiore, un
sentiero chiamato "Apprezzam' u ciucc' " che univa le due
località attraversando una percorso a mezza costa con pericolosi, quanto
mozzafiato, strapiombi sul mare.
Il
nome del sentiero (in epoca corrente modificato in un meno pittoresco
"Apprezzami l'asino") deve il suo toponimo alla difficoltà degli
asini ad effettuare il percorso retrocedendo, pertanto, essendo numerosi i
posti dove poteva avvenire l'incontro tra due animali in luoghi ove non
potevano affiancarsi, la tradizione vuole che venissero valutati gli
animali e previo risarcimento della metà del valore dell'asino meno
costoso al proprietario, un asino veniva, necessariamente, precipitato in
mare!