ESTATE 2002

Parte da Sapri l'idea di utilizzare una videocamera palmare per contrastare l'abitudine

di non indossare il casco protettivo durante la guida dei ciclomotori e dei motocicli.

 

La videocamera, munita di uno zoom digitale 250 x, è la risposta tecnologica

alla difficoltà di annotazione delle targhe rilevate da motocicli e ciclomotori in veloce movimento,

 in particolare dei CIC (contrassegni di identificazione dei 

ciclomotori), per l'eventuale corretta applicazione dell'art.192, I°comma, C.d.S.

 

L'idea determina, in tempi brevi, un'inversione di tendenza.

 

I centauri probabilmente ritengono tale iniziativa come una "spintarella", avendo già la predisposizione all'utilizzo del casco, spesso non indossato per emulazione. 

 

 Oltre il 90% dei maggiorenni

e quasi il 100% dei minorenni (segno che anche le famiglie apprezzano l'iniziativa) inizia ad indossare il casco soprattutto nelle ore di traffico più caotico.

 

 

L'iniziativa non passa inosservata neanche ai

mezzi d'informazione.

 

Un inviato del TG1 della RAI  raggiunge Sapri e trasmette la notizia, mediante un servizio

realizzato con perizia e garbo, al telegiornale delle ore 20:00.

 

In precedenza molti giornali nazionali e televisioni locali avevano commentato positivamente

l'attività intrapresa dalla Polizia Municipale di Sapri.

 

L'aspirazione è che tale attività possa essere un ausilio per salvare qualche vita umana

o impedire menomazioni, anche gravi, alle persone.

 

Aspirazione concretizzatasi con l'assenza di danni alle persone negli

 incidenti che hanno coinvolto ciclomotori e motocicli (consuntivo dell'anno 2002).