Luigi
Tenco prematuramente e unilateralmente ha ritenuto conclusa la sua esperienza
umana
che certamente avrebbe, se continuata, prodotto bčnefici notevoli
alla
crescita della personalitą e sensibilitą delle persone.
Luigi
Tenco scrive del gruppo dei trecento, dell'unitą nel perseguire un intento
nobile
e grandioso, scrive immedesimandosi nelle emozioni di un bambino,
semplici
ed efficaci.
"Ciao
amore, ciao amore, ciao amore ciao" rappresenta il distacco dalla
vita,
la sublimazione attraverso il compimento di atti, anche estremi, che
collegano
le persone alla memoria di altre persone.
Il
bambino di Luigi Tenco affida il ricordo ed il ritorno dei trecento alla
consolazione
che i sogni ci offrono quando si interagisce virtualmente con le care
persone
scomparse.
Molti
di noi, che bambini non siamo pił, il ritorno di Luigi Tenco lo
affidiamo
all'ascolto delle sue canzoni.