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La Spigolatrice di Sapri
Il
personaggio, struggente, che, tramite i suoi occhi, ha consentito al poeta e
patriota Luigi Mercantini di incidere nella
memoria di ogni italiano il ricordo dell' eroica quanto tragica impresa del generale
Carlo Pisacane, avvenuta nell'anno 1857, è sempre stato ritenuto una figura
irreale
le cui emozioni sono state generate dalla penna del poeta.
A
Sapri una persona in particolare non la pensa allo stesso modo.
Egli
si è molto dedicato ad approfondire l'argomento, convinto che la creatura
citata
da
Luigi Mercantini effettivamente ha conosciuto Pisacane ed ha interagito con
la storia
della
spedizione di Sapri.
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TRADIZIONE
(come
riferito da Rosaria Gravina che l'aveva appreso dalla madre Maria Felicia
alla quale l'aveva raccontato la nonna di Rosaria, Angela Maria La Corte di
Sapri, sposata a Viggiano di Torraca).
Tradizione
vuole che all'uscita sulla strada (Pisacane con
i suoi trecento da Sapri nella giornata del 29 giugno 1857 si incammina verso Torraca imboccando il sentiero Ischitello,
che tra uliveti e campi di grano di cui queste zone sono piene, va a
congiungersi con la rotabile per Torraca in contrada S.Martino, grosso modo
il percorso dell'attuale via S.Pertini) Pisacane
incontri un gruppo di persone dall'aspetto contadino, vestiti a festa. Dopo
il primo impatto, titubante da ambo le parti, Pisacane si avvicina e li
tranquillizza spiegando loro chi sono, da dove vengono, cosa sono venuti a
fare e dove sono diretti.
Superata
la diffidenza, insieme si incamminano verso Torraca (dove
si stava svolgendo la festa dei SS.Pietro e Paolo) prendendo
per l' accorciatoia del Mulinello.
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Del
gruppo fa parte anche una contadina che, per il suo carattere vivace ed
esuberante e per il suo parlare o cantare sempre mentre lavora, a tutti è
nota con il nomignolo di "la rondine".
Stranamente
al momento è timida e impacciata, incantata solo a contemplare il volto del
giovane di bell'aspetto ed essere rapita dal modo di parlare così bene del
bel capitano.
Ne
resta tanto affascinata e conquistata che quando a Torraca, in piazza
dell'Olmo, Pisacane
legge
il proclama alla gente, la si vede vicino a lui insieme a quel tale Mansueto
Brandi, presentatosi a Pisacane la sera prima a Sapri.
Non
solo ma, quando Pisacane lascia Torraca per dirigersi verso il Fortino, come
consigliato da frate Luigi da Torraca, con la speranza d'incontrare altri
insorti provenienti dalla Calabria e dalla Lucania, è proprio lei ad
accompagnarlo fuori il paese, solo per indicargli l'accorciatoia della
Serritelle e di Colla Serra per andare al Fortino.
Dopo
di allora la prosperosa spigolatrice non si vede per alcuni giorni.
Ritorna
al lavoro dopo un po' di tempo, ma non più con il carattere socievole di
sempre, al contrario taciturna e pensierosa.
(tratto
da un opuscolo distribuito da A D M) |
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La
Spigolatrice di Sapri è la contadina che i compaesani chiamavano "a rondn"?
Quanti
occhi hanno seguito la tragica avventura dei trecento?
Contadini,
artigiani, preti, giudici, patrioti, traditori!
Chi
sia in effetti la Spigolatrice può essere opinione di ognuno,
ma certamente i suoi occhi
sono gli occhi più
belli ed intensi che il poeta poteva consegnarci.
Anche
quando, colmi di lacrime, la Spigolatrice li chiuse perchè:
"io
non vedeva più fra mezzo a loro quegli occhi azzurri e quei capelli
d'oro".
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