stefano turr

Ungherese di idee patriottiche, ufficiale dell'esercito austro-ungarico, nel 1849 disertò e si unì alle truppe piemontesi, partecipando alla battaglia di Novara. Condannato a morte dall'Austria, fu esule a Londra, dove entrò in rapporto con Mazzini. Ritornò in Italia per partecipare alla II Guerra d'Indipendenza e alla spedizione dei Mille. Garibaldi lo nominò governatore di Napoli.

 

fonte www.chieracostui.com

Giorno 2 settembre 1860 sbarcano a Sapri 1.500 garibaldini al comando del generale Stefano Turr, il giorno successivo sbarcò il Generale Giuseppe Garibaldi che volle venire a conoscere il  luogo dell'approdo del Generale Carlo Pisacane nella sfortunata spedizione del 1857.

 

Di seguito riporto alcuni dei riferimenti a quei fatti  reperiti nel web.

 

Sapri si rivelerà, anche in questa occasione e per i giorni successivi, un naturale e comodo luogo di sbarco ed imbarco per il retroterra lucano e del basso Cilento.

 

 

 

 

 

 

A Paola sbarcano 1.500 uomini di una spedizione di 9.000 organizzata dai sostenitori di Garibaldi e che, secondo i progetti originali, avrebbe dovuto muovere direttamente su Lazio e Abruzzi. Per evitare la complicazione diplomatica di una invasione del regno pontificio Cavour l’ha fatta deviare verso sud. In questo momento forze fresche sono provvidenziali; Garibaldi mette i 1.500 al comando del Türr e da Paola li dirotta per mare a Sapri dove arrivano il 2 settembre (1860). La sua intenzione è di impiegarli per sbarrare la strada a 3.000 borbonici che si stanno ritirando i quali però, per reazione al loro comandante che vorrebbe farli passare all’avversario, si disperdono e tornano alle loro case.

fonte www.paginedidifesa.it

 

Questi (Garibaldi) intanto si affrettava a risalire verso nord inviando le truppe a Salerno e Napoli via del mare. La sera del 3 settembre aveva toccato Sapri, il 4 a Casalnuovo, il mattino del 6 Auletta, e di qui scrisse ai capi del comitato dell'ordine e del comitato d'azione pregandoli di formare un unico "comitato unitario nazionale".
La sera del 6 settembre era giunto (a) Salerno e invitava il sindaco di Napoli e il comandante della Guardia nazionale di recarsi da lui.
All'alba del 7 settembre, Garibaldi conferiva con il sindaco di Napoli e con il generale ROBERTO DE LAUGET e riceveva nello stesso tempo, una lettera del ministro LIBORIO ROMANO che gli assicurava che "con la maggiore impazienza, Napoli aspettava il suo arrivo per salutarlo come il Redentore d'Italia e per deporre nelle sue mani i poteri dello Stato e i propri destini".

fonte http://cronologia.leonardo.it

 

Tre anni dopo, passando di lì la spedizione dei Mille, un gruppo di garibaldini calabresi catturò, seviziò e ammazzò quanti, più direttamente, erano stati coinvolti nella triste vicenda: in particolare, il capo della guardia urbana Sabino Laveglia, che si era vantato di aver personalmente fatto fuori Pisacane, il fratello Domenico, lo speziale Filippo Greco Quintana e la guardia carceraria Giuseppe Citera.

fonte digilander.libero.it/fiammecremisi

 

Scalea - 2 settembre

Il 2 settembre Garibaldi si imbarca a Scalea per andare a Sapri.

Sapri - 2 settembre

Il 2 settembre Türr sbarcò a Sapri con l'avanguardia dell'esercito garibaldino.

Sapri - 3 settembre

Il 3 settembre Garibaldi arrivò a Sapri.

fonte www.maat.it

 

03/09/1860      Luigi Cairoli, ospite in casa dei fratelli Orazio e Francesco Rinaldi, figli del vecchio notaio Giovanni Andrea, scrive da Spezzano una delle sue ultime lettere alla mamma donna Adelaide, prima di ammalarsi e morire di tifo il 18 settembre. Intanto Garibaldi si imbarca per Sapri dove lo attende il suo primo aiutante di campo, Stefano Türr con 1.500 uomini

fonte www.arbitalia.it

 

L'avvocato Pietro Giordano fu uno dei più accesi cospiratori contro il regime borbonico nella prima metà dell’800. Arrestato e condannato da Tribunale speciale, scontò la pena e fu, con il fratello, a lungo sorvegliato dell’odiata polizia borbonica. Con il grado di capitano guidò poi una colonna di garibaldini lungo la costa per proteggere lo sbarco di Garibaldi a Sapri. Unitosi con l’esercito che passava per il Vallo di Diano, seguì il Dittatore al Volturno, dove, dallo stesso Garibaldi, fu promosso maggiore sul campo.

fonte www.ceraso.net

 

Il 31 agosto venne insediato a Sala Consilina il Governo insurrezionale i cui componenti erano: Luigi Trezza di Teggiano e Arcangelo Ferri di Sassano. Fu deciso inoltre di nominare commissari straordinari per il di stretto di Sala Consilina Aniello Ioca di Roscigno e e Nicola De Onestis di Teggiano. Mentre per il circondario di Campagna vennero nominati Pasquale Bosco di Buccino e Giacomo Perrotta di Campagna.

Nello stesso giorno 31 agosto dalla Calabria un contingente dell’esercito partì, via terra, per la provincia di Salerno. La Brigata Milano, composta da tre battaglioni e parte della Brigata Parma, oltre a due compagnie di bersaglieri, agli ordini del generale Stefano Turr, s’imbarcarono in Calabria il 1 settembre per raggiungere Sapri, via mare, la mattina del giorno successivo.

Al pomeriggio del 2 settembre i militari guidati da Turr proseguirono la marcia per terra, per raggiungere Sala Consilina.

La Brigata Rustow con il resto della Brigata Parma li seguiva con un giorno di ritardo.

Giuseppe Garibaldi, in carrozza, giunse con il suo piccolo seguito il 3 settembre a metà tra Scalea e Maratea e da quest’ultima località, con altri cinque fedelissimi, fu prelevato da una barca, e condotto a Sapri, per evitare che, per le strade interne si scontrasse con l’esercito Borbonico, accorso da Napoli e Salerno. Da Sapri il generale si trasferì a Vibonati dove passò la notte e ripartì a cavallo la mattina di martedì 4 settembre 1860, con i volontari provenienti da ogni parte della provincia e dal Cilento soprattutto e con i soldati della Brigata Bologna e il resto della Brigata Parma guidati dal generale Rustow.

Via terra il generale attraversò il Monte Olivella e raggiunse a 700 metri di altitudine il Fortino di Cervaro, in territorio di Battaglia, una frazione di Casaletto Spartano. Qui sostò nella stessa taverna in cui passò la notte del 29 giugno 1857 Carlo Pisacane. Garibaldi giunse in carrozza a Casalnuovo (oggi Casalbuono) nel tardo pomeriggio dello stesso martedì 4 settembre e fu ospitato nella casa di Raffaele Sabatini. Con Garibaldi c’erano i generali Stefano Turr, Giuseppe Sirtori, Enrico Cosenz ed il giornalista inglese Antonio Gallenga, corrispondente del Times di Londra.

Nel frattempo nella stessa giornata del 4 settembre da una flotta giunta ad Acciaroli, marina di Pollica, sbarcarono con lo scrittore Alessandro Dumas, ammiratore ed amico del generale Garibaldi, uomini ed armi, che vennero accolti e presi in consegna da Leonino Vinciprova. Da Acciaroli questo contingente, con armi e munizioni, attraversò le frazioni Cannicchio e Celso di Pollica, e qui si unirono ad altre migliaia di rivoltosi

provenienti da Casalvelino, Omignano, San Mauro Cilento, Sessa Cilento, Stella Cilento. Da Celso di Pollica i volontari raggiunsero Omignano e da qui si diressero verso Salerno.

fonte www.pisacane.org

 

Garibaldi, giunto a Sapri, ordinò al generale Rustow di avanzare con la brigata Milano, la prima che in quel momento si trovava già pronta e ordinata, per guadagnare rapidamente la strada consolare (cioè la

strada statale 19 delle Calabrie). A breve distanza mandò, al seguito di questa avanguardia, la brigata Spinazzi e poi la brigata Puppi.

Il concentramento di queste forze a Sapri si era potuto effettuale per merito del Turr (un generale che aveva partecipato alla spedizione dei Mille), il quale spostando rapidamente le sue unità le aveva portate successivamente in aiuto a Garibaldi nelle varie operazioni di terraferma e valendosi di trasporti marittimi, le aveva progressivamente sbarcate nei punti più importanti ed avanzati della costa tirrenica.

Così mentre la brigata Spangaro compiva per mare le due tappe da Palermo a Sapri e poi da Sapri a Salerno, la brigata Sacchi giungeva pure per mare da Spadafora a Sapri e proseguiva poi direttamente per Napoli.

Contemporaneamente la brigata Puppi giunta a Milazzo e fatta proseguire per il continente fino a Pizzo, si imbarcava per Sapri, per unirsi alle brigate Milano (Candini) e Spinazzi, le quali si erano alla loro volta

Così la sera del 3 settembre, il generale Gandini comandante la brigata Milano forte di 900 uomini, poteva giungere a Vibonati, ripartire il 4 per il passo di monte Cucuzzo e Castelnuovo, e il 5 marciare su Sala Consilina e arrivare a Eboli il giorno 7,

MINISTERO DELLA GUERRA - STATO MAGGIORE DEL R. ESERCITO - UFFICIO STORICO, La campagna di Garibaldi nell’Italia meridionale (1860), ROMA, Libreria dello Stato, 1928.

fonte www.pisacane.org

 

Rocca Gloriosa, 2 settembre 1860

Soldati

Abbiamo effettuata questa mattina la nostra terza marcia percorrendo ed operando in Sanseverino, Poderialelle e Rocca Gloriosa in dove pernottiamo – Domani anderemo a Torre Orsaja e Castello Ruggiero – La nostra militare organizzazione progredisce, e prestamente saremo soldati disciplinati se voi vi continuate a prestare obbedienti ai superiori ordini e pronti ad eseguire le norme che vi van dettando – È mia ambizione condurre una Coorte

lodevole per virtù militari e patriottiche al Generale Dittatore Garibaldi. Tradirete voi le mie speranze? Non voglio credere, mentre fu vostro scopo nell’abbandonare le vostre case di difendere la causa nazionale, e per raggiungerlo è d’uopo divenir soldati, e lo diverrete sempre che il vogliate.

A Sapri è sbarcata questa mattina una colonna di 4000 Garibaldini comandati dal Generale Turr. Domani la stessa marcerà per Lagonegro. Da bravi soldati il momento supremo è per noi venuto, e con ogni nostro sforzo, coi palpiti del cuore aneliamo l’ora del congiungimento coi vostri valorosi fratelli Italiani.

Il Generale Comandante

Teodosio de Dominicis

fonte www.indire.it

 

Compagni

Son contento di Voi. Ieri avete fatta una marcia da vecchi soldati. Voglio dare un compenso alle vostre fatiche, sicuro che vi tornerà grato più che qualunque altro premio.

Il Generale Turr è sbarcato con una brigata dell’invincibile armata del Dittatore sulle spiagge di Sapri.

Non amate voi presto abbracciare questi prodi compagni d’armi e dire al loro Generale: guidateci alle patrie battaglie. Fidate nel vostro.

Vallo, 3 settembre 1860

Commissario Delegato

Lucio Magnoni

fonte www.indire.it

 

MEMORIE INEDITE DEL GARIBALDINO

FRANCESCO PARODI

 

L'8 settembre a Morano, in marcia, verso le otto del mattino incontrammo la corriera colla bandiera tricolore che ci diede la grata notizia che Garibaldi era entrato in Napoli il giorno innanzi. A tale annunzio na­turalmente si gridò "Evviva Garibaldi" e tra patriottiche canzoni in quel giorno si giunse a Rotonda ove per la dirotta pioggia si partì al domani sul pomeriggio per Lauria.

Alla sera del 10 si arrivò a Lagonegro ove si ebbe un'altra buona notizia cioè di non battere più la strada nazionale, ma di voltare per Sapri dove saremo imbarcati e trasportati a Napoli. Sicché abbiamo qui pernottato nei corridoi del convento dei frati e al domani si giunse a Sapri ove non si vedeva anima vivente.

In questo paese, in fondo al golfo di Policastro, nel 1857 ai primi di luglio, vi sbarcò la spedizione di Pisacane che si prefiggeva di sollevare, fin d'allora, l'insurrezione contro la dinastia Borbonica, ma che la sua generosa impresa fu sedata dai gendarmi aiutati dai contadini di quei luoghi, per cui vi lasciavano eroicamente la vita Pisacane e molti dei suoi valorosi compagni, quasi tutti di Lerici.

Ed ora al sole di libertà e alla vista di nuovi militi con lo stesso fine, questa popolazione o temente di qualche insulto, o vergognata, o tuttavia contraria, o indifferente, stette rinchiusa, e ci vollero delle ingiunzioni per avere l'occorrente per fare il rancio nei giorni 11 e 12 di nostra permanenza in questo luogo.

Il giorno 12 vennero due piroscafi già della marina da guerra napoletana, e testé passati al servizio garibaldino, che c'imbarcarono, e si salpò nel pomeriggio con mare assai mosso, giungendo a notte nella darsena di Napoli. Al mattino del 13 si prese sosta nel castello dell'Arsenale.

fonte www.domusmazziniana.it

 

In Lauria si viene a sapere l'entrata del Dittatore in Napoli (8 sett.) il giorno sette. Alle tre e mezzo pom. arriva il Generale Sirtori, comandante in Capo interinale e mi ordina di recarmi con la Brigata a Lagonegro per quindi passare a Sapri e colà attendere mezzi di trasporto di mare per Napoli.
Alle quattro e mezzo pom. si parte da Lauria per Lagonegro; un ostinato temporale ci accompagna per sei ore di marcia con incessante e dirottissima pioggia, vento, grandine e tutti gli accessori di conseguenza, cioè strade rotte, pozzanghere da per tutto, alberi svelti e gettati sulla colonna etc.
Si giunge a Lagonegro alle 10 e mezza pom. inzuppati ed affranti. Per nostra fortuna troviamo il Maggiore Chiassi con le sue Compagnie che da Reggio, ove era rimasto per qualche tempo Comandante di Piazza s'imbarcava al Pizzo e sbarcava il 6 a
Sapri, marciando da lì a Lagonegro per congiungersi con la Brigata. L'aiuto suo e dei suoi soldati ci fu di gran sollievo; premurosi, avevano preparato fuochi e refezioni pei loro compagni che prevedevano dover arrivare affranti ed inzuppati, come realmente lo erano.

Passo una rivista alla Brigata (9 sett.) che mi trovo finalmente aver tutta riunita, ed ordino la partenza per terra sino a Napoli di un convoglio di muli, cavalli e carri.
Alle quattro ant. (10 sett.) si parte per
Sapri prendendo una scorciatoia che riesce molta faticosa e dopo sette ore di marcia ci si accampa in un bosco fuori paese e si fa il rancio con carne salata. Arrivano due piccoli vapori ed un brigantino; quasi tutta la notte s'impiega nell' imbarcare la truppa; per insufficienza di mezzi resta in terra il Maggiore Grioli con cinque Compagnie.

Alle quattro circa ant. (11 sett.) si salpa da Sapri; alle nove pom. si dà fondo nel porto di Napoli; dopo di aver date le disposizioni opportune per lo sbarco, mi porto dal Dittatore al Palazzo d'Angri.
Alle tre ant. (12 Sett.) è compiuto lo sbarco e la truppa viene acquartierata al Castel Nuovo; verso sera arriva il Maggiore Grioli con le altre Compagnie della Brigata.

fonte www.andreacavallari.it